C.I.D.
C.I.D.

C.S.A.In.
Stampa

 Fondazione

L’U.F.I. (Unione Folclorica Italiana) è stata ufficialmente costituita nel febbraio 1984 da undici Gruppi italiani di lontana tradizione folclorica.

Tale costituzione trovava motivo dalla sentita esigenza di riunire i Gruppi Folcloristici italiani, in buona parte senza guida associativa dopo lo scioglimento dell’ENAL, in una struttura apolitica, apartitica, aconfessionale e senza altri vincoli che il desiderio di valorizzare e mantenere le tradizioni popolari, nel campo della musica, del canto, dei costumi e della danza, che presentava una ricchezza incommensurabile nelle varie regioni italiane e nelle zone all’interno delle stesse.

Senza una guida, alla cui gestione poter partecipare senza dovere fare delle scelte di parte che avrebbero potuto mettere in imbarazzo i loro componenti, queste tradizioni sarebbero state destinate a impoverirsi e a scomparire.

Nel contempo, tra le finalità dell’UFI, oltre a quella sopradescritta, non possono essere sottaciute la sua caratteristica di crescita culturale e quella di promuovere la socialità, l’occasione di stare assieme, l’educazione al superamento delle individualità per la riuscita dell’assieme.

Da allora l’UFI ha dimostrato la sua vitalità attraverso il costante aumento degli associati, la creazione di opportunità e di servizio anche verso i sodalizi non aderenti, i numerosi rapporti con organismi pubblici e privati locali, nazionali e internazionali che ne hanno diffuso ampiamente l’immagine.

 

Il riconoscimento giuridico

Dal 30 aprile 2001 l’U.F.I. è un’organizzazione dotata di personalità giuridica che “non persegue fini di lucro ed è apartitica e aconfessionale”.

Quindi, libera associazione di Gruppi Folcloristici , l’Unione Folclorica Italiana opera per lo scambio di esperienze di attività, per lo studio e le soluzioni di problemi di comune interesse, per promuovere la circolazione di notizie e di informazioni utili a facilitare l’attività specifica dei Gruppi aderenti, dalla quale deriva la surrichiamata crescita sociale, culturale ed umana.

L’U.F.I. opera inoltre con impegno per la promozione e supporto dele manifestazioni organizzate in Italia dai Gruppi aderenti attraverso i “Circuiti Festival UFI”, ampliando e consolidando in tal modo i rapporti con enti e organizzazioni nazionali e stranieri, favorendo altresì l’interscambio di esperienze e di cultura fra popoli diversi.

 

Sostegno organizzativo

Per lo svolgimento della sua attività l’U.F.I. aderisce a:

C.S.A.In (Centri Sportivi Aziendali e Industriali, Viale Astronomia, 30, ROMA) riconosciuto dal Ministero degli Interni come Ente di Promozione Sociale e Assistenziale (Decr.10.6710/12000.A {71} del 29.11.1979).

CID (International Dance Council) - Unesco - del quale è membro dal 2006

 

L’U.F.I. ha sottoscritto un protocollo d’intesa con:

“CIOFF˝ - Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d’Arts Traditionnelles (Organizzazione non governativa in relazioni formali di consultazio- ne con l’Unesco).

Agenzia Federale per la Cultura e Cinetografia - Centro Statale del Folclore Russo per collaborazione nel campo del folclore e dello scambio tra gruppi e culturale.

 

L’U.F.I. ha promosso:

con il Gruppo “Canterini Romagnoli” di Russi (RA) la costituzione di un “CENTRO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE ” sul folclore italiano e straniero in collaborazione con le amministrazioni del Comune di Russi e della Provincia di Ravenna.

 

CENTRO DI COORDINAMENTO CIRCUITI FESTIVAL FOLCLORICI, che organizza e coordina i festival nazionali e internazionali nelle regioni italiane e in collaborazione con i Paesi confinanti e dell’area del Mediterraneo. 

 

STRUTTURA

E.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito: www.folklorica.it

L’Unione Folclorica Italiana ha questa struttura organizzativa:

SEDE LEGALE

Piazza Duomo-Palazzo Bassi - 33081 AVIANO (PN)

tel e fax 0434 660528

e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PRESIDENZA NAZIONALE

e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SEGRETERIA GENERALE E SEDE OPERATIVA

via Udine 43
34170 Lucinico -Gorizia

tel/fax 0481/390157

e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COORDINAMENTO CIRCUITI FESTIVAL U.F.I.

e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Coordinamento: Marco Mingotti, Luca Criscenzo, Roberta Rovere

 

L’U.F.I. è organizzata perifericamente attraverso i comitati regionali

L’U.F.I. associa gruppi ubicati in tutte le regioni d’Italia.

 

Affiliati e tesserati

L’adesione all’Unione Folclorica Italiana viene ottenuta attraverso alcuni passaggi indispensabili: il Gruppo folcloristico presenta una domanda di affiliazione che deve essere corredata dall’Atto Costitutivo e dallo Statuto del Gruppo, da un curriculum, a riprova dell’attività svolta, e da alcune foto del Gruppo medesimo. La domanda viene esaminata dal Consiglio Direttivo, dopo avere ottenuto informazioni specifiche e il parere dei responsabili regionali e/o provinciali. Tale esame si propone di valutare l’aderenza dello statuto del Gruppo alle finalità dell’UFI e la rispondenza della composizione e caratteristiche dello stesso ai criteri fondamentali d’ispirazione del ricupero, difesa e valorizzazione delle tradizioni popolari della regione di provenienza. Il Consiglio Direttivo decide sull’affiliazione del Gruppo. Se la decisione è positiva, il Gruppo viene invitato a fornire la richiesta ufficiale di affiliazione e l’elenco dei componenti il Gruppo, con i dati anagrafici fondamentali, sottoscrivendo altresì l’autorizzazione all’utilizzo di tutti questi dati per i fini istituzionali (norme sulla privacy). Viene anche richiesto sia per l’affiliazione che per il tesseramento le quote che il Consiglio Direttivo ha deliberato per l’anno in corso.

Da questo momento il Gruppo folcloristico è affiliato all’Unione Folclorica Italiana e ciascun componente, con il tesseramento, diventa socio della stessa Unione.

Con l’affiliazione e il tesseramento sia il Gruppo che i singoli tesserati sono assicurati sia per la responsabilità civile verso terzi per danni occorsi durante manifestazioni o attività organizzate dal Gruppo, sia per infortuni avvenuti nel corso delle stesse nonché “in itinere” cioè durante viaggi per raggiungere località, o rientrarne, per partecipare a manifestazioni folcloristiche. Modalità di assicurazione, entità dei premi (comunque compresi nella quota di tesseramento) e coperture assicurative, con rispettivi massimali, vengono stabiliti anno per anno con la compagnia d’assicurazione.

 

Servizi forniti agli affiliati

I servizi prestati agli associati si concretizzano nell’attività di informazione attraverso la preparazione e la circuitazione di notizie a mezzo di lettere, circolari, fax, notiziari periodici informativi interni e anche mediante l’utilizzo del telefono e della posta elettronica (internet).

Vi è poi l’attività di formazione avente come finalità l’elevamento del livello conoscitivo dei quadri, che operano all’interno dei sodalizi aderenti, in materie di particolare contenuto come quelle di natura fiscale - tributaria, rapporti internazionali, SIAE (Società Italiana Autori Editori), ENPALS (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Lavoratori Spettacolo), ecc. Essa si esplica attraverso l’organizzazione di incontri, seminari, convegni a carattere nazionale e locale.

Per un costante aggiornamento sulle norme in continua evoluzione, due Consulenti Tributari, localizzati rispettivamente al nord e nel centro Italia sono a disposizione della base associativa anche per la soluzione personalizzata di problemi fiscali e tributari.
Una consulenza per problemi di natura assicurativa è anche attivata in Calabria, presenziata e garantita dal vice-presidente dell’UFI.
Particolare attenzione e cura viene prestata quindi all’assistenza dei Gruppi aderenti ai quali vengono costantemente indicati modi di aggiornamento e di perfezionamento della valorizzazione e della difesa delle tradizioni popolari (elemento primario) ed anche della sua influenza nei settori della cultura, del turismo, del tempo libero e della promozione sociale.

 

Settore della Cultura

Tra le varie espressioni culturali che contraddistinguono il mondo moderno, sicuramente una tra le più importanti e tra le più immediatamente percepite dalla maggioranza dei cittadini, senza differenze di età o di istruzione, è la cultura popolare. Qui gioca soprattutto la tradizione che è frutto della volontà, dell’inventiva, del gusto popolare. In questo grande campo della cultura popolare trovano collocazione le feste popolari, i proverbi, i giochi infantili, i canti, i costumi, i balli, le gare estemporanee di bravura, i modi di esprimere i sentimenti o di seguire le cerimonie.

E’ questo un settore culturale ad amplissimo raggio, investendo i campi della pittura (naif ante litteram), della scultura (non certo classicistica), della poesia, della prosa, dell’intrattenimento, della musica, del canto, della danza, il tutto caratterizzato dall’indefinibilità degli autori delle varie sue espressioni che restano però sempre caratterizzate da una disarmante e piacevole spontaneità. La valorizzazione di tutte queste espressioni attraverso l’attività dei gruppi folcloristici, specificatamente, ma anche delle orchestrine di tipo paesano o dei complessi corali ispiratisi alle tradizioni, è un merito indiscutibile: se ben seguita può considerarsi alla base di quella cultura che viene considerata con la “C” maiuscola.

Esistono certamente numerose pubblicazioni, di carattere accademico-scientifico o divulgativo, così come numerosi e curati sono i musei etnografici o delle arti popolari che espongono strumenti musicali ancestrali, costumi ormai desueti dalle fogge signorili a quelle del semplice e misero contado, utensili e mobili di un tempo, scene statiche di vita paesana o casalinga antiche. Tutte queste cose restano riservate a pochi studiosi o appassionati e ne costituiscono oggetto di studio più che di partecipazione.

I gruppi folcloristici, invece, con le loro orchestrine, i loro canti, le loro danze, le loro scenette tanto gustose quanto semplici, i loro costumi, il più delle volte frutto di appassionate ricerche tra le soffitte, gli atti dotali o i testamenti, portano tutto questo a contatto con la gente che gode dei loro spettacoli proprio perché frutto di una tradizione popolare che pizzica le corde del sentimento e dell’intelligenza dello spettatore.

Molto spesso i Gruppi fanno delle ricerche finalizzate a pubblicazioni che assumono una loro importanza proprio per l’accuratezza della ricerca e la precisione dell’esposizione. L’attività folclorica, quindi, è un veicolo di diffusione della cultura popolare che, ripetiamo, è la base della cultura più ricercata.

Per diffondere e valorizzare questa cultura, l’Unione Folclorica Italiana organizza seminari e stage di danza, di musica e di conoscenza e ricostruzione di strumenti musicali arcaici, con la possibilità di frequenza sia dei “folcloristi”, sia di appassionati, sia di gente comune che desideri capire quali sono le origini e i percorsi della cultura popolare. Per questa finalità è stato istituito a Russi, in provincia di Ravenna, il Centro Nazionale di Documentazione sul folclore italiano e straniero.

 

Settore del Turismo

Turismo, per definizione generalmente accettata, è ricerca di parentesi del tran tran della vita usuale. Il riposo, in un ambiente diverso da quello abitudinario, viene ricercato come ricostituente dopo un lungo periodo di impegno lavorativo. Ma non soltanto la vicinanza dei boschi o della nuda roccia, la possibilità di passeggiate in un ambiente sano o di relax nel fragore del silenzio, di lunghe dormite senza il ronzio del passaggio delle macchine o di rilassante lettura senza la preoccupazione della fretta dettata dal lavoro o da altro: tutto questo è necessario ma non basta.

Per capirlo è sufficiente osservare la partecipazione divertita del turista alle manifestazioni più strane, sia nei piccoli paesi che nei grandi centri turistici, strane perché diverse da quelle che si possono gustare durante l’anno lavorativo.

Si potrebbe fare richiamo alle tradizionali manifestazioni di alcuni centri (palio, tornei medioevali, feste religiose immutate da secoli) ma non solo. Anche le manifestazioni più semplici (es. corsa dei sacchi, palo della cuccagna, battaglia delle arance o dei pomodori, ecc.) registrano affluenze da record e sono la riprova del bisogno di divertirsi con qualcosa di diverso del solito.

In questa prospettiva va considerata anche l’attività folclorica, valida non soltanto nel periodo di ferie ma ogni volta che si presenta l’occasione per far conoscere ed apprezzare un repertorio vastissimo e variato di musiche, danze e canti popolari, eseguiti da gruppi in costume. I costumi, talora di grande pregio anche estrinseco, rappresentano gli abiti dei nostri avi, così diversi da regione a regione, come le danze e le musiche, derivate dalla tradizione popolare e che proprio nella loro varietà e diversità trovano costante motivo di curiosità e di interesse.

La maniera di presentare questi aspetti e valori tradizionali ha un’immediata presa sul pubblico per la sua briosità, la sua allegria, la sua spontaneità, ma anche il suo valore documentario dal vivo. Ecco, allora, che nelle esecuzioni folcloriche non c’è ombra di stress, non sospetti di cose artefatte, non spinta a faticosi impegni di comprensione, ma semplicità, ritmo, movimento, melodia, armonia, bravura, riuscita dell’insieme per divertire e creare occasioni di incontro.

Così l’Unione Folclorica Italiana promuove e organizza, direttamente o attraverso i suoi gruppi affiliati, diverse manifestazioni, sia a carattere nazionale che internazionale. Numerosi sono i Festival del Folclore disseminati in tutta Italia. Particolare rilevanza assume l’organizzazione di un Festival del Folclore Italiano, annuale e itinerante, riservato ai gruppi italiani aderenti e denominato UFIFEST.

Va anche poi ricordata la manifestazione Costumi d’Italia che vuole mettere a confronto e promuovere la conoscenza delle rispettive specificità regionali italiane. Per coordinare, dove possibile, i numerosi Festival del Folclore, è stato istituito a Russi (RA) il Centro Organizzazione Circuiti Festival.

 

Tempo Libero

E’ statisticamente provato che chi coltiva un hobby non vizioso se ne sta lontano dalla droga e partecipa più attivamente alla vita sociale. L’impiego del tempo libero, se condotto in maniera seria, è un coadiuvante del corretto vivere sociale.

In linea generale chi ha già una passione per qualche attività extra lavorativa, non trova il vuoto tentatore nel suo tempo libero ma un’occasione di crescita. Anche chi opera nei gruppi folcloristici è animato da una passione per le tradizioni popolari e alla loro coltura dedica il suo tempo libero.

L’attività dei gruppi folcloristici richiede una preparazione costante per raggiungere livelli accettabili per partecipare a spettacoli davanti a platee tanto esigenti quanto entusiastiche. Così una o più serate della settimana vengono dedicate alle prove collettive per rendersi padroni dei passi di danza e dei movimenti coreografici, da un lato, per accompagnare passi e coreografie con la musica vocale o strumentale dell’altro.

Il tempo libero non viene esclusivamente impiegato per le prove, ma anche per momenti di preparazione culturale, di apprendimento di conoscenze extra scolastiche, quali il folclore, le sue origini, le sue particolarità nelle sue varie espressioni.

Questo è particolarmente importante per le giovani generazioni che vengono preparate a considerare il tempo libero un’opportunità di crescita. E per i giovani, per seguirne l’impegno e incanalarne l’azione, l’Unione Folclorica Italiana ha istituito il Centro di Coordinamento Attività Giovanili, con sede ad Agrigento.

 

Promozione sociale

L’attività folclorica, come dianzi elencato, investe diversi campi socio - culturali - economici e richiede a chi vi si dedica un impegno notevole di tempo, di continuità e di attenzione. E’ però opportuno sottolineare anche e soprattutto un altro aspetto, talora trascurato nelle comuni considerazioni.

Si tratta dell’aspetto didattico - educativo - formativo.

Gli appassionati dell’attività folcloristica devono, in primo luogo, considerare logico l’impegno della propria intelligenza, della propria gestualità, della propria memoria. L’aspetto didattico iniziale coinvolge tutti questi elementi, senza soluzione di continuità. L’indicazione e l’apprendimento dei movimenti personali per rendere i passi di danza come movimenti spontanei e la loro contestuale memorizzazione dimostrano questo assunto.

Va poi considerato l’aspetto formativo, del carattere si intende, che consegue il passaggio all’indicazione e apprendimento delle coreografie.

Perché si usa il termine”formativo”? Tentiamo di rispondere a questa legittima domanda. Ciascuna persona ha un suo carattere, una sua personalità, un suo tipo di reazione in ogni circostanza. Specialmente nei giovani, la personalità tende a essere impermeabile a ogni tentativo di modifica, sia essa più o meno positiva. Si può aggiungere che personalità giovanili forti tendono a emergere su quelle più deboli o meno reattive. L’insegnamento delle coreografie vanno, nel campo folclorico, contro queste tendenze, non certo per coartarne la libertà ma soprattutto per rendere armonico il risultato dell’insieme. Fuori dalle teorie, il componente di un gruppo folclorico deve mitigare le proprie aspirazioni di emergere e sovrastare gli altri coi quali invece deve collaborare secondo un comune disegno di collaborazione. Raggiunge quindi la consapevolezza che un suo errore, una sua imperfezione, un cedimento alle proprie aspirazioni mettono in pericolo la bella figura dell’insieme. E’ quindi costretto a ragionare non in termini personalistici ma in considerazione della riuscita della comunità della quale ha scelto di far parte.

E’ quindi un insegnamento a ritenere necessaria la sua collaborazione in una convivenza sociale (il gruppo del quale fa parte) per farla risaltare al meglio nelle esibizioni. Possiamo dire che si tratta di un non piccolo contributo per educare a comportarsi nella società, pronto a rinunciare a qualcosa di proprio per ottenere un migliore risultato comune.

Dopo che i componenti dei Gruppi hanno ottenuto tutto questo, iniziano i contatti con l’esterno del gruppo e dell’ambiente che lo ha generato. I numerosi contatti con gruppi di altre località, di altre province, di altre regioni creano da un lato amicizie vere, che resistono una vita, e dall’altro le nuove esperienze aprono le menti a nuove conoscenze e preparano a una vita di relazione, socialmente generosa di accrescimento mentale e culturale. L’essere trascinati fuori e lontano dall’ambiente usuale costringe, pena l’isolamento, a cercare nuovi contatti, nuove conoscenze, nuove amicizie. Novità queste che nella nuova vita di relazione apportano un miglioramento del proprio inserimento nel sociale.

E questi risultati si ingigantiscono quando si entra in relazione con gruppi esteri, attraverso o le trasferte all’estero o mediante i festival internazionali organizzati in Italia.
Non va sottaciuto l’indirizzo assunto da numerosi gruppi affiliati di collaborare con le scuole elementari e medie nella realizzazione di programmi extra curriculari tendenti a interessare le giovani generazioni alle tradizioni popolari e quindi ai costumi, alle musiche, alle danze, ai canti tradizionali. A questa finalità va aggiunta anche la collaborazione che tutti i gruppi prestano alle case di riposo, creando diverse occasioni di relax con spettacoli folcloristici dedicati espressamente agli anziani.

Con queste caratteristiche e con la comprovata disponibilità anche a partecipare a iniziative umanitarie e di solidarietà, non appare esagerato affermare che l’Unione Folclorica Italiana, con i suoi Gruppi, composti tutti di dilettanti, ma impegnati a livello quasi professionale, svolge meritoriamente un’attività di promozione sociale sia nei riguardi dei propri affiliati che verso il mondo esterno, verso i più deboli o i meno fortunati.

You are here:   Home
| + -