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FOLKLORE REGGINO TRA IMPEGNO E PASSIONE

Il secondo sabato di Settembre di ogni anno, a Reggio Calabria, si celebra la patrona, Maria Santissima della Consolazione, con una splendida processione per le vie del Centro Reggino che porta la Vara con la Sacra Effigie della Madre di tutti, dalla chiesa dell’Eremo fino alla Cattedrale. La processione, che è tra le più importanti feste religiose d’Italia, convoca a Reggio, durante le celebrazioni, migliaia di fedeli provenienti della Calabria e della Sicilia. A fare da contorno a questa importante ricorrenza religiosa, bancarelle, luna park, musica, spettacoli ed infine, ma ovviamente non per importanza, le danze popolari. Proprio così, il Folklore, riferimento per quanti ne sono appassionati, in assenza del quale i festeggiamenti reggini perderebbero il carattere dell’ “Autentica Tradizionalità”. Ed anche quest’anno, come sempre, l’UFI era presente. I sei gruppi della provincia reggina che hanno sfilato per le vie del Corso Garibaldi, si sono prodigati per far sì che gli spettatori si divertissero, coinvolgendo il pubblico a ballare a ritmo di musica folk pura. Ed è proprio mediante il contatto diretto, attraverso la musica tradizionale reggina che noi, amanti del Folklore, non perdiamo mai di vista il piacere di comunicare al nostro prossimo un’emozione. Ad attendere i gruppi a Piazza Castello, magnifico scenario che lega antichità e tradizioni luogo ideale per un raduno folk, migliaia di reggini che, con calore ed entusiasmo, hanno trasmesso profonda gioia e comunicato un forte legame alle tradizioni popolari. In quest’epoca, in cui la perdita dei valori, seguita dalla crisi economica globale, si è manifestata come non mai, sentiamo il dovere di regalare, a chi ci segue, momenti di allegria e spensierato divertimento, prestando particolare attenzione alle diverse culture dei popoli locali. Oggi più che mai, è importante promuovere e divulgare le tradizioni popolari, perché rappresentano la vittoria di una società che ha sempre lavorato e sempre vuole crescere, nel rispetto dei principi di comunione, condivisione e cooperazione. Ed è proprio in occasione di questa festività religiosa che è necessaria la presenza del Folklore, speranza viva di un futuro molto vicino. E se è vero, com’è vero, che il futuro appartiene ai giovani e i giovani appartengono al futuro, non mi resta che sperare che i giovani impegnati oggi nella ricerca delle tradizioni antiche trasmettano alle generazioni future la passione di una realtà che spero sempre vivrà. 

Filippo Quartuccio
(del G.F.  "I Canterini di Spirito Santo")

Reggio Calabria