Facsimili

MODELLO EAS - istruzioni per la compilazione

 

MODELLI EAS PER ENTI E ASSOCIAZIONI SPORTIVE
Scadenza 30 ottobre 2009.



In attesa di chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate relativi alla scadenza del termine per l'invio del modello EAS, si consiglia ai Presidenti degli Enti e delle Associazioni Sportive di predisporre comunque il modello EAS che deve essere spedito, in base alla normativa vigente entro il 30 ottobre 2009. 
Nel caso vi siano delle novità provvederemo a comunicarle sul sito. Si allega il modello E.A.S.


Il comma 5 dell’art. 30 del DL 185/2008 del 29 novembre 2008, n. 185. detta nuove disposizioni per le associazioni e le organizzazioni di volontariato, anche se in un articolo rivolto genericamente a tutti gli enti associativi1.
E’ necessario procedere per capisaldi e per punti in merito ad una informativa di tale comma in quanto una lettura poco approfondita potrebbe presentare delle considerazioni insidiose. Si presenta di seguito tale iniziale informativa, partendo da una lettura analitica del comma e esponendo di seguito alcune considerazioni.
La lettura analitica del comma 5 Lo status fiscale di Onlus di diritto di cui all’art. 10 comma 8 del Decreto legislativo 460/97 si applica alle ODV di cui alla legge 266/91 che non svolgono altre attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal DM 25-5-95 e che trasmettono una precisa dichiarazione fiscale telematica (ancora da individuare da parte dell’Agenzia delle Entrate) in cui vengono rilevate le quote, i corrispettivi ed i contributi che godono dell’attuale regime di esenzione fiscale sia ai fini delle imposte dirette che delle imposte indirette. Si fa notare la congiunzione “e”, vale a dire che le condizioni appena esposte devono essere ambedue rispettate per continuare a godere dello status i diritto (cioè tutte le odv iscritte ex legge 266 devono sia non svolgere attività
commerciali continuative sia inviare un’apposita dichiarazione telematica con l’esposizione di alcuni dati fiscali rilevanti per l’agevolazione).
Espresso il contenuto del comma si elaborano alcune prime considerazioni : 

1) Innanzitutto, non vi è formalmente una messa in discussione di qualche punto della legge 266/91 e del regime di legislazione speciale della legge sul volontariato ma piuttosto é messo “in discussione” il decreto 460/97 (sulle Onlus) in quanto è prevista una precisa potenziale “interpretazione modificativa” dell’articolo 10 comma 8 del 460/97, quindi è necessario comprendere che in linea con lo status dell’avanzamento del decreto (vedere anche l’articolo 29 in merito alle agevolazioni fiscali per le imprese ed i cittadini) viene fissata una precisa limitazione in merito alle potenziali agevolazioni di natura fiscale in questo punto. Vale a dire non si mette in discussione lo status o l’iscrizione dell’associazione di volontariato e la legge 266 (e conseguenti legislazioni regionali e registri connessi), si mette in discussione se la stessa ODV può assumere o meno lo status di Onlus di diritto e quindi il conseguente regime fiscale di favore 2) La considerazione sopra effettuata può estendersi anche ad aspetti non strettamente di agevolazione tributaria ad esempio il 5 per mille legato allo status di onlus di diritto (potrebbe non essere vero in quanto il 5 per mille recita: (art 63-bis, c 1, lett a: “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”).
3) Viene fornita inoltre “paradossalmente” una norma interpretativa della legge 266/91 e del DM del 1995 che si attendeva da tempo (in un comma relativo ai “controlli sui circoli privati”!!!) fissando che la norma fiscale sulleOnlus di diritto innanzitutto non può essere estesa alle ODV che svolgono attività commerciali non marginali. Per cui ne discende di conseguenza che le ODV per non perdere lo status agevolato fiscale di “Onlus di diritto” non devono avere partita iva ( indicatore per definizione della commercialità continuativa) ponendo su questo una linea di demarcazione definitiva in merito alle attività commerciali effettuabili dalle ODV. Ne discende “ipso facto” che le Odv che hanno partita Iva e che svolgono attività commerciali potrebbero essere considerate non più “onlus di diritto” in base a tale comma.
4) Inoltre, anche se la ODV svolge esclusivamente attività istituzionali e commerciali marginali ( e quindi non commerciali in regime d’imposizione ires ed iva) è tenuta in ogni caso a trasmettere la dichiarazione telematica in cui devono essere evidenziate le quote e i contributi in esenzione d’imposta (e quindi anche le convenzioni ex legge 266). Tale adempimento però graverebbe come spada di Damocle su TUTTE le ODV ISCRITTE e come condizione di esclusione in caso di inadempienza dallo status di “onlus di diritto”. Quindi la presenza di un obbligatorio nuovo adempimento fiscale in TELEMATICO ( quindi con gli oneri degli intermediari) esteso ad una platea che è composta anche di piccoli enti su base volontaria.
5) Un’altra riflessione. Come mai un comma 5 che va a toccare nella categoria delle “onlus di diritto” dell’art. 10 del .Lvo 460/97 solo le ODV , escludendo ad esempio le ONG o le APS ( anche parziali) che pure godono dello stesso status ? Non parliamo anche delle cooperativa sociali perché comunque dichiarano in bilancio anche i contributi esenti da imposta e quindi il rilievo per loro non è pertinente a mio avviso.
6) La natura sull’attività svolta dalle ODV in un comma che titola “ controlli sui circoli privati”. Le ODV non sono circoli privati (se non in una natura strettamente giuridica di enti privati) , e sono ben lontani anche per inquadramento di legge (oltre che per attività svolta) dalla natura privatistica ad esempio di un circolo privato (che legittimamente deve esistere e che ne ha tutto il diritto nel rispetto delle norme tributarie che già esistono), in quanto è palese (sia in termini di ricaduta sociale che economica) delle attività di “natura pubblica” da loro svolte. 
DL 185/2008 del 29 novembre 2008 - Art. 30. Controlli sui circoli privati 
1. I corrispettivi, le quote e i contributi di cui all'articolo 148 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 non sono imponibili a condizione che gli enti associativi siano in possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e che trasmettano per via telematica all'Agenzia delle entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali mediante un apposito modello da approvare entro il 31 gennaio 2009 con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
2. Con il medesimo provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti i tempi e le modalità di trasmissione del modello di cui al comma 1, anche da parte delle associazioni già costituite alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché le modalità di comunicazione da parte dell'Agenzia delle entrate dell'esclusione dai benefici fiscali in mancanza dei presupposti previsti dalla vigente normativa. 
3. L'onere della trasmissione di cui al comma 1 è assolto anche dalle società sportive dilettantistiche di cui all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. 
4. L'articolo 7 del decreto legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, è soppresso. 
5. La disposizione di cui all'articolo 10, comma 8, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, si applica alle associazioni e alle altre organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate con decreto interministeriale 25 maggio 1995 e che trasmettono i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali ai sensi del comma 1. 

NOTA INFORMATIVA AL MODELLO EAS

NOTA INFORMATIVA
(dalla rivista il Fisco)
U.F.I.

È stato pubblicato il provvedimento che disciplina l'invio del modello per gli enti associativi in ottemperanza di quanto stabilito dal D.L. 185/2008. 
L'invio va effettuato, entro il 30 ottobre prossimo, dagli enti associativi che svolgono anche attività a carattere commerciale. 
L’invio deve essere eseguito in modo telematico diretto o per il tramite di intermediario abilitato all'Agenzia delle Entrate del "Modello Eas" da parte degli enti associativi di natura privata, con o senza personalità giuridica, che si avvalgono di una o più delle disposizioni in materia di decommercializzazione dei proventi di cui agli artt. 148 del TUIR e 4 del decreto IVA, se risultano costituiti al 29 novembre 2008 o, se costituiti successivamente a tale data, se il termine di 60 giorni risulta scadente o scaduto il 30 ottobre 2009.
Tra i soggetti tenuti all'adempimento si devono considerare compresi i consorzi e le associazioni di qualsiasi tipo, incluse, oltre alle associazioni culturali, assistenziali, di promozione sociale, sportive dilettantistiche, anche le associazioni sindacali e politiche, nonché sia gli enti che si limitano a riscuotere le quote associative o i contributi versati dagli associati/partecipanti a fronte dell'attività istituzionale svolta dagli stessi, sia le articolazioni territoriali di un ente nazionale, qualora le stesse costituiscano autonomi soggetti d'imposta. Inoltre, sono anche tenuti a tale obbligo:
• le società sportive dilettantistiche di cui all'art. 90 della L. 289/2002 (se pongono in essere attività commerciale); 
• le organizzazioni di volontariato di cui alla L. 266/1991 che pongono in essere attività commerciali non rientranti in quelle marginali (ex DM 25 maggio 1995). 
Si devono invece ritenere esclusi dall'invio in esame:
• le associazioni e organizzazioni di volontariato di cui alla L. 266/1991, che svolgono attività commerciali rientranti in quelle marginali; 
• le associazioni pro-loco che hanno optato per il regime forfetario ex L. 398/1991; 
• gli enti associativi dilettantistici iscritti al CONI che non svolgono attività commerciali (nell'ipotesi in quesito si ritiene che la "raccolta di sponsor" non meglio specificata non rientri tra le finalità istituzionali previste dall'adesione al Coni, se non in determinate situazioni elencate del regolamento di adesione e, quindi, in caso diverso si deve considerare di natura "commerciale" soggetta agli adempimenti IVA). 
Inoltre, per completezza, si rammenta che, ai fini procedurali, il modello Eas deve essere presentato, entro 60 giorni dalla data di costituzione, anche nell'ipotesi di:
• variazione dei dati segnalati, nel qual caso, il modello completo di tutti i dati, compresi quelli non modificati, deve essere inviato entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione;
• perdita dei requisiti previsti dalla normativa tributaria, nel qual caso l'invio del modello deve risultare eseguito entro 60 giorni dall'evento. 
Al riguardo, è opportuno porre in rilievo che non è necessario procedere a ripresentare il modello se si verificano variazioni relative:
• all'importo dei proventi ricevuti dall'ente per attività di sponsorizzazione e pubblicità (punto 20); 
• all'utilizzo o meno di messaggi pubblicitari per la diffusione dei beni/servizi dell'ente (punto 21) 
• all'ammontare delle entrate dell'ente (punto 23); 
• al numero di associati dell'ente (punto 24); 
• all'ammontare delle erogazioni liberali ricevute (punto 30) e dei contributi pubblici ricevuti (punto 31); 
• al numero e ai giorni riferiti alle manifestazioni organizzate per la raccolta di fondi (punto 33). 

• le associazioni pro-loco che hanno optato per il regime forfetario ex L. 398/1991; 
• gli enti associativi dilettantistici iscritti al CONI che non svolgono attività commerciali (nell'ipotesi in quesito si ritiene che la "raccolta di sponsor" non meglio specificata non rientri tra le finalità istituzionali previste dall'adesione al Coni, se non in determinate situazioni elencate del regolamento di adesione e, quindi, in caso diverso si deve considerare di natura "commerciale" soggetta agli adempimenti IVA). 
Inoltre, per completezza, si rammenta che, ai fini procedurali, il modello Eas deve essere presentato, entro 60 giorni dalla data di costituzione, anche nell'ipotesi di:
• variazione dei dati segnalati, nel qual caso, il modello completo di tutti i dati, compresi quelli non modificati, deve essere inviato entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione;
• perdita dei requisiti previsti dalla normativa tributaria, nel qual caso l'invio del modello deve risultare eseguito entro 60 giorni dall'evento. 
Al riguardo, è opportuno porre in rilievo che non è necessario procedere a ripresentare il modello se si verificano variazioni relative:
• all'importo dei proventi ricevuti dall'ente per attività di sponsorizzazione e pubblicità (punto 20); 
• all'utilizzo o meno di messaggi pubblicitari per la diffusione dei beni/servizi dell'ente (punto 21) 
• all'ammontare delle entrate dell'ente (punto 23); 
• al numero di associati dell'ente (punto 24); 
• all'ammontare delle erogazioni liberali ricevute (punto 30) e dei contributi pubblici ricevuti (punto 31); 
• al numero e ai giorni riferiti alle manifestazioni organizzate per la raccolta di fondi (punto 33). 

ULTERIORE CHIARIMENTO

In ogni caso, tra gli enti esclusi da questo obbligo vi sono le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all'art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266 che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate con decreto del Ministro delle finanze 25 maggio 1995:
a) attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato;
b) attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; 
c) cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempre che la vendita di prodotti sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario;
d) attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale;
e) attività di prestazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non riconducibili nell'ambito applicativo dell'art. 148, comma 3, del TUIR, verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta imputazione. Le attività sopra elencate, ai sensi del comma 2 dell'art. 1 del citato decreto del 25 maggio 1995, devono essere svolte:
a) in funzione della realizzazione del fine istituzionale dell'organizzazione di volontariato iscritta nei registri di cui all'art. 6 della legge n. 266 del 1991;
b) senza l'impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato, quali l'uso di pubblicità dei prodotti, di insegne elettriche, di locali attrezzati secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali, di marchi di distinzione dell'impresa.
Qualora le organizzazioni di volontariato, ancorché iscritte nei registri regionali, svolgano attività commerciali non riconducibili fra quelle sopra richiamate, le stesse non possono assumere la qualifica di ONLUS di diritto e sono tenute, ai sensi dei commi 1 e 5 dell'art. 30 del decreto-legge n. 185, a trasmettere il modello di comunicazione previsto dallo stesso articolo.
In sostanza, in base alla disposizione in esame, l'Agenzia delle entrate esercita l'autonoma attività di controllo anche sulle organizzazioni iscritte negli appositi registri del volontariato al fine di accertare l'eventuale svolgimento di attività commerciali diverse da quelle elencate dal decreto del 25 maggio 1995 e, conseguentemente, la spettanza o meno delle agevolazioni fiscali.
In sintesi, in base alla previsione del comma 5 dell'art. 30, le organizzazioni di volontariato sono ONLUS di diritto e possono fruire della disciplina a favore delle ONLUS se:
1) sono iscritte negli appositi registri del volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991;
2) non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali elencate nel decreto del 25 maggio 1995.

Valutate la Vostra posizione, buon lavoro e ………. Cordiali saluti.