Alpe Adria

FESTIVAL ALPE ADRIA

 

Prima di parlare del Festival itinerante del Folklore Alpe-Adria, ritengo utile una breve introduzione al significato di Alpe-Adria.

La Comunità di Lavoro Alpe-Adria fu fondata il 20 novembre 1978 a Venezia. I membri alla sua costituzione erano: Baviera, Friuli-Venezia Giulia, Carinzia, Croazia, Austria Superiore, Salisburgo, Slovenia, Stiria, Veneto.

Tramite la firma di un “Protocollo d’intesa” degli organi esecutivi regionali le relazioni amichevoli ed informali tra le regioni confinanti sono state trasformate in un’organizzazione con compiti ed obiettivi chiaramente definiti.

I membri della Comunità di Lavoro si sono trovati ad un crocevia dell’integrazione europea. I contatti socio-culturali curati in questo territorio sono di fondamentale importanza per il successo della collaborazione europea. Non da ultimo l’incostante storia vissuta insieme sottolinea la necessità di una continua attività di pace in questa parte del nostro continente.

 

Tramite la firma del “Protocollo d’intesa” da un lato i Länder, le regioni e le repubbliche hanno deciso formalmente la nascita della Comunità di Lavoro Alpe-Adria e dall’altro hanno anche fatto un passo importante per un futuro positivo dell’Europa. Al momento la Comunità di Lavoro Alpe-Adria contiene 10 membri: Baranya, Burgenland, Friuli-Venezia Giulia, Carinzia, Croazia, Lombardia, Slovenia, Stiria, Vas, Veneto. Il territorio di Alpe-Adria abbraccia una superficie di 172.405 km² ed è la patria di circa 24,3 milioni abitanti.

Alpe-Adria corrisponde all’idea di superare le differenze linguistiche, politiche e sociali. Questa è un contributo ad una migliore comprensione tra i popoli che convivono nel cuore dell’Europa: un passo avanti verso la comprensione, l’amicizia e la pace in questa parte sensibile del continente. è la sfida per un coraggioso passo in avanti – verso la realizzazione vera dell’Unione Europea. Lo stesso logo prescelto vuole essere il simbolo dell’integrazione.

Com’è nato il Festival del Folklore Alpe-Adria?

Era la metà degli anni ’90, ero da poco stato eletto alla guida del Gruppo Folkloristico “Danzerini di Lucinico” e dai miei predecessori avevo ereditato dei forti rapporti di amicizia con gruppi e comunità del centro Europa. L’esempio ricevuto da Livio Vidoz mi ha sempre portato a privilegiare i rapporti umani su tutto l’altro.

Mi trovavo a Klagenfurt (A) per una cerimonia organizzata dal Volkstanzgruppe “Edelweiss”. Erano presenti Arnulf Wadl, storico Presidente del Gruppo e rappresentante del folklore austriaco, nonché riconosciuto esperto di musiche e danze popolari e Herr Leopold Guggenberger che nella sua lunga carriera di sindaco (25 anni) ha realizzato ben 16 gemellaggi con importanti e strategiche città europee e del Canadà. In Italia con Gorizia nel 1965. Durante la cena mi venne spontaneo avanzare una proposta: perché non realizzare una giornata itinerante d’incontro fra i gruppi folkloristici delle regioni contermini: Carinzia, Friuli-Venezia Giulia e Slovenia. Questa idea mi era sorta nel constatare che agli inizi della mia carriera folclorica era una consuetudine partecipare a manifestazioni in costume organizzate in quest’area e fra i componenti dei diversi gruppi si erano venuti a formare rapporti di amicizia indissolubili che preludevano alla formazione del popolo europeo. Purtroppo, per una serie di ragioni che non sto qui a discernere, questo tipo di attività si stava diradando sempre più. L’idea piacque e fui incoraggiato ad andare avanti.

 

 

Successivamente ebbi l’opportunità di presentare l’iniziativa al neo eletto Governatore ella Carinzia Jorg Heider durante l’inaugurazione del nuovo teatro col palco galleggiante sul Wörtersee, il lago al centro della Carinzia che si estenda tra le città di Velden e Klagenfurt. 

Dovevo coinvolgere i rappresentanti della nuova Repubblica di Slovenia. Conoscevo bene il Dr. Bruno Ravnikar, uno dei massimi esponenti mondiali delle tradizioni folcloriche che già da qualche tempo ci proponeva degli interscambi tra gruppi. Luoghi e occasioni d’incontro non mancavano.

Nel 1995 mi trovavo a Ismailia in Egitto e, quasi per caso, incontrai per la prima volta il prof. Ante Cukrov. Un pedagogo, professore di storia e letteratura, musicista, direttore di coro e da non molto si era affacciato all’arte popolare. Successivamente ebbi occasione di incontrarlo annualmente al Festival del Folklore “Castello di Gorizia” e in altre manifestazioni. Da qui è iniziato un efficace rapporto di collaborazione e soprattutto d’amicizia. Ma è stata anche l’occasione di coinvolgere la Croazia nel mio progetto che stava sempre più prendendo corpo.

Di questo mio trafficare avevo tenuto al corrente gli amici corregionali, in particolare Gianni Bressan, con quale condividevo oneri e onori in quel di Lucinico, Massimo Nobile che rappresentava il Comitato regionale UFI e Giorgio Miani, che presiedeva l’AGFF, l’associazione dei gruppi folcloristici regionali e, in questa sua funzione, avrebbe dovuto realizzare l’evento.

Ora era il momento di partire.

Nel 2004, in occasione del 75 jubileo dei “Danzerini di Lucinico” fu organizzata una serata per presentare due lavori editoriali del Gruppo. Quale migliore occasione per invitare tali illustri persone!

La mattina del giorno dopo, presso il Centro Civico di Lucinico-Gorizia, si tenne il primo storico incontro con una nutrita delegazione dalla Carinzia, dalla Slovenia e, naturalmente, dal Friuli Venezia Giulia. La delegazione croata, per un impedimento dell’ultima ora non poté raggiungerci ma confermo l’adesione.

Giorgio Miani diede la disponibilità dell’AGFF per dare il via alla prima edizione e propose che la stessa avesse luogo nella primavera del 2005 a Turida nei pressi della storica “Villa Manin” e si convenne di chiamarla “DanzaEuropa”.

La finalità era quella di far incontrare due gruppi l’anno per ogni regione partecipante, di circuitare il raduno, di volta in volta, in un diverso Paese coinvolto. L’organizzatore doveva pensare alle soluzioni logistiche mentre i gruppi partecipanti si sarebbero dovuti accollare le spese di trasporto. Il pranzo si sarebbe dovuto svolgere in modo comunitario, mettendo insieme gli alimenti tipici che ogni gruppo portava con sé, oltre alla musica, l’esuberanza e la voglia di stare insieme. Con il consolidamento dell’evento si sarebbe dovuto certamente dare una diversa forma, ma era importante cominciare.

Da li sono passati solo nove anni ma, a piccoli passi, abbiamo avuto una grande evoluzione, su proposta della delegazione slovena il Festival Itinerante del Folklore è denominato “Alpe Adria”: dal nome della maxiregione dove si svolge, per due anni abbiamo coinvolto anche l’Ungheria e dalla quinta edizione i giorni sono diventati tre. Con il coinvolgimento della Dr.ssa Magdalena Tovornik, esperta diplomatica slovena che attualmente ricopre la carica di rappresentante permanente del CIOFF nell’UNESCo, il progetto di cooperazione ha avuto un nuovo impolso. 

Ancora una volta e senza tanto schiamazzo, il folclore e la cultura popolare, per mezzo dell’UFI per l’Italia, delle sezioni CIOFF per la Croazia e Slovenia ed i rappresentanti delle organizzazioni folcloriche dell’Austria hanno dimostrato e fatto apprezzare la qualità del comune lavoro nell’ottica della condivisione del progetto europeo e nella cooperazione internazionale.

 

Il Presidente Onorario
Maurizio Negro

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