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ASS. CULT. SOTZIU DE BALLU OROHOLE

Informazioni gruppo

ASS. CULT. SOTZIU DE BALLU OROHOLE
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C/O Piero Mattu, via Gennargentu 5
08020
OVODDA
NU
Sardegna
Cuga Marianna
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346 1839335
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mariannacuga@gmail.com

Presentazione gruppo

Che si ballasse per un Conte o per un Console, per i Reali d’Italia o per il Duce, o per qualsiasi avvenimento festoso, la passione per la musica, i balli e il divertimento ha sempre caratterizzato la vita degli ovoddesi. Ogni evento felice dava l’opportunità di far festa ballando e cantando a “cuncordu”: così ci mostra anche una cartolina del primo Novecento che ritrae un “ballu tundu” danzato da uomini e donne per festeggiare l’arrivo ad Ovodda di due ciclisti (sos filicipistos): un Conte e un Console di Torino che visitarono la Sardegna viaggiando solo con le loro biciclette e furono ospiti in casa del Cavalier Marcello per una settimana.

Questo per gli ovoddesi fu un avvenimento straordinario e nello stesso tempo memorabile, come lo fu anche il viaggio di due giorni in “lettorina” intrapreso da un folto gruppo di danzatori diretti a Cagliari, per ballare in onore di Vittorio Emanuele III e della regina Elena. Lo stesso gruppo partecipò nella primavera del 1942 ai festeggiamenti che la città di Nuoro volle tributare a Benito Mussolini.

Molti anziani descrivono con enfasi «tres criccos dae sa caserma vetza a domo de tziu Puddu Vissente», ancora commossi: quei balli in piazza erano l’accoglienza a Umberto di Savoia, che si fermò ad Ovodda nel suo viaggio verso Nuoro.

Tutti quelli che parteciparono agli eventi citati erano gruppi estemporanei che, fino agli anni Quaranta, sporadicamente partecipavano alle principali feste religiose della Sardegna (Sant’Efisio a Cagliari o il Redentore a Nuoro), sempre con grande entusiasmo e ballando con la compostezza tipica dei barbaricini.

Quando invece, nel 1952 un gruppo di ovoddesi partecipò ad una gara di ballo sardo, svoltasi ad Ozieri per i festeggiamenti in onore della Madonna del Rimedio, nessuno di loro avrebbe mai pensato di poter vincere il primo premio; eppure ciò avvenne e da allora il gruppo fu ospite della manifestazione fino al 1958, aggiudicandosi vari premi e riconoscimenti, sempre accompagnato

 all'organetto da Tziu Pascale Bosu, che per anni, con la sua musica, ha animato le nostre feste.

Certamente allora non era un gruppo folk come noi oggi lo intendiamo, in quanto si formava solo in determinate occasioni richieste dagli avvenimenti importanti: era piuttosto uno “spirito di gruppo” ad unire i componenti; la grande passione per il ballo, la volontà di condividerlo con gli altri paesi spingeva quelle formazioni a partecipare alle più importanti manifestazioni religiose o profane dell’isola, come la Cavalcata Sarda a Sassari.

È sotto questo clima che lo stesso spirito e la passione per la danza avevano spinto alcuni giovani a costituire, nei primi anni Settanta, un gruppo folk “organizzato” che potesse più assiduamente partecipare alle sfilate e esibirsi su di un palco proponendo le musiche ed i balli tipici della tradizione ovoddese.

Dopo la partecipazione alla sfilata del 1973 alla Sagra del Redentore a Nuoro, nell’agosto del 1974, il gruppo per la prima volta ebbe l’opportunità di ballare e vinse il primo premio, sulla musica dell’organetto di Peppino Deiana,.

L’enorme soddisfazione per il risultato raggiunto in poco tempo, convinse quei ragazzi a continuare, nonostante in quel periodo fosse già presente un netto contrasto, introdotto negli anni Sessanta, fra vecchio e nuovo, fra tradizione ed innovazione. La spaccatura era resa più insidiosa dalla diffusione dei modelli proposti dalla televisione e dalle mode provenienti dall’esterno portate dai giovani emigrati o dai lavoratori continentali, che negli anni Settanta avevano lavorato nella centrale idroelettrica del Taloro.

Superando queste divergenze il gruppo, che prese il nome dal monte Orohòle, iniziò ad esibirsi anche in diversi paesi della Sardegna, senza dimenticare naturalmente le manifestazioni all’estero, prima fra tutte quella di Langollen in Galles nel 1976. Infatti all’Eurofestival del folklore il gruppo si classificò al terzo posto e Peppe Cuga (allora unico suonatore di bidulas della provincia di Nuoro) si aggiudicò il primo premio.

Nei suoi quarant’anni di vita “Su Sotziu de Ballu Orohòle” naturalmente ha visto cambiare la sua formazione, succedersi le generazioni e nascere un vero e proprio vivaio di piccoli “balladores”. Ai primi musicisti ha visto seguire l’organetto di Gianluca Seche, e dagli inizi del 2000 esegue i balli con le musiche suonate da Giovanni Antonio Mattu.

Il gruppo ha partecipato a numerose manifestazioni in Sardegna, in Italia e all’estero, a serate di beneficenza e gemellaggi; ha organizzato convegni, dibattiti, feste paesane, presentazioni di libri sulle tradizioni popolari. Si occupa inoltre della realizzazione di una mostra temporanea del costume ovoddese durante la manifestazione “Cortes apertas”.

Dal 1997 redige un calendario tematico atteso ogni anno con molta impazienza, giunto ormai alla diciasettesima edizione, che appassiona e coinvolge l’intero paese.

L’associazione è molto attiva nella ricerca e nel mantenimento delle tradizioni e cerca di trasmettere a tutta la comunità, e in particolar modo ai più giovani, la passione, la curiosità e il rispetto per la propria identità. 

Immagini gruppo

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