Gruppi Associati
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G.F. INSTEIA POLLA

Informazioni gruppo

G.F. INSTEIA POLLA
Via Madonna di Loreto 1
C/O Leopoldo Iannone, Via Insteia 23
84035
POLLA
SA
Campania
Cafaro Giovanni
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348 0950931 - 328 7956134
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leopoldoiannone@libero.it

Presentazione gruppo

Breve storia del gruppo 

Polla piccolo centro di 5300 abitanti situato nella parte meridionale della provincia di Salerno.

Il Gruppo Folk Insteia prende il nome da Insteia Polla (sacerdotessa romana di Livia Augusta vissuta nel 1° secolo dopo Cristo), che a sua volta ha dato il nome al nostro paese.

Ufficialmente è stato costituito nel maggio 2017 ma è formato e diretto da giovani che vantano una notevole esperienza nel campo del folklore pollese che ha un’antica tradizione.

In fatti la prima uscita con il costume delle donne di Polla avvenne nel lontano 1930 in occasione del matrimonio del principe ereditario Umberto II con la principessina Maria Josè. Da allora i nostri giovani sono stati protagonisti di migliaia di esibizioni in Italia e all’estero.

Tra i tanti spettacoli del Gruppo Folk Insteia nel suo primo anno di attività ricordiamo la  tournee a Bordeaux in Francia.

IL COSTUME DELLE DONNE DI POLLA

 Il costume pollese, così ricco di ricami in oro, così sgargiante per i vivaci colori ha, da sempre, attirato l'attenzione e la fantasia dei disegnatori acquerellisti. Questi, infatti, nei secoli che ignorarono la macchina fotografica, esercitarono proprio la funzione dei fotografi di oggi.

Sulla gente di Polla e dei paesi vicini, lo storiografo pollese Giuseppe Albirosa così scriveva nella seconda metà dell’800: "Fanciulle e maritate indossavano ancora tutte il loro antico vestito. Era un abito ricco di capi che le madri tramandavano alle figlie e queste alle loro figlie da tempo immemorabile, da quando, come avvertimmo, la regione, dominata nel Medio Evo dal rito religioso greco, era ancora frequentata da genti di origine balcanica”.

Questa la descrizione del costume delle donne di Polla fatta da un Pollese, Giulio Cesare Galloppo nel 1853 sul POLIORAMA PITTORESCO in un articolo dal titolo Costume delle donne di Polla nel Vallo di Diano-

"Questo abbigliamento consiste: in una gonna detta sottano, che suol essere di panno color rosso adorno nell'estremità di nastro coloro celeste; in un farsetto che dicono Corpetto, per lo più di raso rosso od altro colore vivo; in un'altra gonnella di panno torchino con nastro celeste e con fodera nel davanti di seta ancor essa di color celeste, che si indossa al di sopra del sottano, e che sogliono accorciare per metà, appuntandone gli estremi ad una specie di farsetto che chiamano cintura. E' questa cintura contornata di gallone d'oro, e si unisce con fermagli di argento alla croce, che a guisa di due tiranti passa per le spalle e sostiene un pezzo che nel dietro si allaccia con la cintura medesima. Questo pezzo si unisce alla gonna di sopra lasciando due aperture a forma di V, che fan vedere la gonna di sotto.

Queste aperture e i tiranti sono ornati di galloni d'oro; In piccole maniche per lo più di raso dello stesso colore del farsetto, adorne di stretto gallone d'oro all'estremità e con bottoni di argento sopra il gomito.

Queste maniche, che si tengono unite al corpetto con doppia legatura di nastro color celeste, sono molto corte, e lasciano nuda la metà del braccio; In un grembiule chiamato Vantesino, di stoffa di seta di colore a piacere. Portano camicie bianchissime di tela o di musolino con maniche molto larghe di largo tullo arricciato intorno alla gola; calzette bianche e scarpini di vitello. Talvolta però a quella specie di berta di tullo arricciato sostituiscono un fazzoletto di seta di varii colori che copre le spalle ed il petto a modo di scolla. La gola adornano di collana che chiamano Cannacca di fili d'oro e con crocetta; e nelle orecchie portano pendenti tondi per lo più, con piccolo fregio e stelluccia. Coltivano molto la capellatura che dividono per metà dalla fronte in giù, sicché vengono a formarsi dietro la testa due trecce, le cui estremità ripiegate si legano nei due lati di essa con nastri celesti, restando pendenti sulle spalle. Portano in testa la così detta spara, che consiste in una pezzuola di panno color scarlatto, lunga circa tre palmi e larga due; nell'inverno poi, per difendere il volto, le spalle ed il petto dal freddo, vi soprappongono il così detto panno, pezzo di drappo di lana lungo sei palmi e largo in proporzione, di color caffè, o nero".

Ci sembra opportuno riportare di seguito anche quanto scriveva nel 1930 Mons. Antonio Sacco nel terzo volume della sua monumentale opera in quattro volumi dal titolo LA CERTOSA DI PADULA, ristampata alcuni anni fa in versione anastatica dal Comune di Sant'Arsenio:

"Il vestito femminile a Polla era uno dei più eleganti della valle di Teggiano”.

Giuseppe D’Amico

Immagini gruppo

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